Maria Anjel si avvicina al cavalletto punitivo, lo esamina, si spoglia restando in lingerie, poi completamente nuda, e appoggia il culo sull'attrezzo. Poi viene legata, manette chiuse a polsi e caviglie, braccia e gambe bloccate, mentre la bacchetta Hitachi viene premuta sul clitoride, senza poter scappare né sottrarsi alle vibrazioni che stanno per arrivare.
La bacchetta viene accesa, l'esperienza inizia, mentre sente il piacere scorrerle dentro. Più tardi viene messa in posizione la fucking machine, che le spinge il dildo nel buco mentre viene accesa, entrando e uscendo in modo meccanico, alzando e abbassando il ritmo da lento a massima velocità, portandola a più orgasmi da legata.
Per imbavagliarla così i vicini non sentono, le viene ficcato in gola un bavaglio col dildo, Maria lo prende senza troppi conati nonostante il dildo piuttosto lungo del bavaglio le batta in fondo alla gola. Alle tette vengono messe delle pinze a trifoglio, poi tolte, i capezzoli pizzicati e strofinati, causandole parecchio dolore, e più tardi le vengono applicate delle mungitrici che succhiano di continuo. Quando le mungitrici hanno finito con i suoi capezzoli, vengono tolte, e con i capezzoli ormai super sensibili, le rimettono le pinze a trifoglio, con un dolore più intenso di prima. Viene aggiunta una benda per bloccarle la vista, lasciandola concentrata sulle intense sensazioni di dolore e piacere di fucking machine, vibratore e pinze.
Un gancio anale le viene infilato nel buco del culo, legato al collare per dare una tensione costante al culo, mentre la fucking machine continua a scoparle la figa, battendo contro la sfera del gancio anale a ogni spinta, facendo muovere un po' avanti e indietro anche il gancio. Maria riceve anche un bavaglio a palla per soffocare i gemiti.
Almeno cinque orgasmi dopo, secondo la sua stima, la sua esperienza nel cavalletto punitivo è finita, e lei racconta com'è andata.