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Lurker
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- 11 Mar 2022
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Quando questi siti continuano ad avere dei «leak» in cui tutti quei dati personali finiscono in giro e le persone vengono doxxate, è chiaro che l'intenzione non è la sicurezza. Soprattutto quando quei dati possono essere «comprati» legalmente e poi venduti tramite scappatoie, tipo un'altra entità che rileva quella che aveva detto «Non abuseremo dei tuoi dati», perché il nuovo proprietario non è mai stato vincolato dalle stesse promesse. Prendi Discord, per esempio, diciamo che Microsoft li compra. Discord dice «non venderemo mai i tuoi dati, ma devi verificarti per vedere contenuti nsfw». Discord se ne sta lì a fare le sue cose per anni, costruendo archivi di utenti. Legalmente non può venderne nulla, quindi magari capitano dei «leak». Più tardi Microsoft, o qualcun altro, rileva Discord, e all'improvviso tutti quei dati si possono vendere perché i nuovi proprietari non hanno restrizioni.
Per un vero momento blackpill, chiediti quante nuove aziende nate con l'intento dichiarato di tenere al sicuro i dati degli utenti erano fin dall'inizio lunghe truffe come questa, che giocano di pazienza per anni per accumulare abbastanza dati da «comprare» poi con una società di comodo e rivendere, come è sempre stato il piano.
E ricorda, tutto parte sempre dallo scandalo moralista. È per «salvare i bambini», nonostante i numeri negli esempi non calino quasi mai.
Per un vero momento blackpill, chiediti quante nuove aziende nate con l'intento dichiarato di tenere al sicuro i dati degli utenti erano fin dall'inizio lunghe truffe come questa, che giocano di pazienza per anni per accumulare abbastanza dati da «comprare» poi con una società di comodo e rivendere, come è sempre stato il piano.
E ricorda, tutto parte sempre dallo scandalo moralista. È per «salvare i bambini», nonostante i numeri negli esempi non calino quasi mai.